Domenica, 21 Luglio 2024

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Ubaldo, il santo globale

Libri. Sant'Ubaldo.  Il santo che salvò Gubbio dalla furia distruttiva di Federico Barbarossa.

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Magari l’intuizione di una raccolta e anche del libro è nata proprio nel momento in cui, sulla scrivania di Antonio Sollevanti al Consorzio Agrario di Gubbio, un cliente sicuramente speciale ha rovesciato una busta con un gran numero di immagini sacre. Insieme al fratello Giancarlo è cominciata una ricerca sul Santo Protettore della città. Ai fratelli Sollevanti arrivano a dar manforte, con le loro competenze, Marcella Marcelli e Paolo Salciarini, ed ecco nascere un prezioso volume Sant’Ubaldo Santo della riconciliazione (Edizioni Fotolibri Gubbio € 25).

Quanto Sant’Ubaldo sia “visceralmente caro al popolo eugubino” lo ricorda nella presentazione il vescovo Luciano Paolucci Bedini. Tocca al Sindaco Filippo Mario Stirati ribadire come i Montefeltro e anche i Della Rovere abbiano più volte confermato la loro devozione al santo, che eleggono loro speciale protettore “e del quale contribuiscono a favorire il culto in ogni angolo dello stato ducale, dalle sponde dell’Adriatico agli Appennini.”

I Canonici Regolari Lateranensi, che custodiscono la Basilica sul monte Ingino, confermano l’importanza avuta dai Duchi di Urbino “nel divulgare il culto verso il loro amato vescovo eugubino”, ma amano sottolineare anche l’azione decisiva svolta dagli stessi eugubini emigrati o impegnati in vari luoghi con le loro attività artigianali nel promuovere il culto di Sant’Ubaldo.

Del resto proprio Sant’Ubaldo è patrono (a Gubbio) dei muratori e degli scalpellini. San Giorgio degli artigiani e dei merciai, Sant’Antonio Abate dei contadini (in origine era la corporazione degli asinari).

Ubaldo nasce intorno al 1085, da Giuliana e Rovaldo Baldassini. Rimane presto orfano e lo zio si prende cura di lui. Sceglie la vita “canonicale”. Nel 1126 rifiuta la nomina a vescovo di Perugia. Diviene Vescovo di Gubbio nel 1129 per scelta di Papa Onorio II. Quando un disastroso incendio distrugge Gubbio e le sue case di legno, a lui tocca promuovere la ricostruzione ed è così che nasce la “città di pietra”. E nel 1155 riesce a dissuadere Federico Barbarossa dal piano per distruggerla come aveva fatto, poche settimane prima, con Spoleto. Dopo una dolorosissima malattia durata cinque anni Ubaldo muore. È il 16 maggio 1160.

Solo nella città di Gubbio e dintorni sono qualche decina le chiese e i palazzi che ricordano e onorano il Patrono. Il libro documenta queste presenze con grande ricchezza di immagini. Sempre in Umbria si onora il Santo a Costacciaro, Umbertide, Nocera Umbra, Montone, Bevagna, Petrignano del Lago, senza escludere Perugia e Terni. Altrettanto folte sono le località delle Marche da Fano a Mondavio: Piobbico, Fermo, Ancona e una decina di altri luoghi. In Lombardia si viaggia da Milano, Cremona, Lodi, Bergamo e Crema. Anche in Veneto da Venezia,Treviso, Belluno, Codognè, Sarego,Velo d’Astico è tutto un giro. Si può continuare per Bolzano e Bressanone in Alto Adige. Torino, Alessandria, Bordonecchia, Nieve ci aspettano in Piemonte.

Poi si può scendere a Rimini, Bologna, Parma e Ravenna. Dall’Emilia Romagna a Palazzo Pitti a Firenze il passo è breve; in Toscana ci aspettano ancora Lucca, Maggiano e Pisa. Sant’Ubaldo a Corfinio in Abruzzo dà il nome a una residenza per anziani. Sempre in Abruzzo c’è da vedere un busto del vescovo eugubino a Civitella del Tronto e a Taranta Peligna.

Non manca certo (San Pietro) per poi raggiungere Castiglione in Teverina. Possiamo sempre arrivare a Napoli al Santuario di Santa Maria di Piedigrotta e anche a Rossano Calabro, sapendo di aver fatto un lungo giro.

Il viaggio può essere certo più lungo, se decidiamo di visitare la Francia e le sue città di Thann, Fréland, Andlau e Strasburgo. A Thann, città dell’alto Reno, si racconta che un cameriere che aveva assistito Sant’Ubaldo durante la malattia e curato fino alla fine, decide di tornare al suo paese di origine. Alla sua morte il Vescovo aveva promesso di donare al fedele servitore l’anello pastorale. Ricordandosi della promessa l’uomo, giunto il luttuoso momento, provò a sfilare l’anello dalla mano destra del Vescovo. Con l’anello però si staccò anche il dito pollice. Nascose tutto nel pomo del bastone da viaggio. Lasciata Gubbio giunse in Alsazia l’anno successivo, era il primo luglio1161. Presa la decisione di riposare in un ombroso bosco, infilò il bastone sul terreno. Al risveglio, il bastone rimaneva lì, piantato come un albero, e lui non riusciva a muoverlo. L’uomo pregò il Vescovo di aiutarlo. Il padrone del bosco, che passava di lì, si fece raccontare la storia. Dopo averla ascoltata, promise che in quel luogo avrebbe costruito una cappella in onore del Vescovo. E solo allora fu facilissimo sollevare il bastone da terra, che poi fu donato come reliquia per la cappella.

Troviamo immagini del Vescovo di Gubbio in quattro città dell’Austria e ancora in Slovenia e in Spagna. Addirittura ventisei in Germania. In Svizzera basta raggiungere Basilea e Winterthur e in Polonia la città di Cracovia. Questo lungo giro può arrivare a San Paolo e Osacco in Brasile. In Equador, dove il 21 giugno 1998 con il vescovo Pietro Bottaccioli, a Ibarra, è stata consacrata la Cappella di Sant’Ubaldo.

E poi lo Zambia, il Sudan, il Burkina Faso, la Repubblica delle Filippine fino a Jessup negli Stati Uniti, dove gli emigrati eugubini celebrano la festa dei ceri. Sant’Ubaldo è anche a Pinar del Rio a Cuba. Poi in Canada, in Nicaragua e in una frazione di Capodistria in Slovenia. ◘

di Giorgio Filippi


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