Venerdì, 01 Marzo 2024

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Il preside che scriveva romanzi d'amore

Libri. Un romanzo che smaschera le menzogne del fascismo.

silvia romano2

Quando ho saputo che il mio ex preside della ex scuola media Carducci di Foligno aveva scritto un libro ho aspettato un po’ per acquistarlo, troppi romanzi da chiudere per iniziarne un altro, ma poi come poteva mancare nella mia libreria!?

Il romanzo del preside Pier Giorgio Lupparelli (La ragazza di Koremi, Stampa Dimensione Grafica, Foligno, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) è una storia d’amore di altri tempi raccontata attraverso la parabola del suo protagonista Leandro, una camicia nera che vive la sua adolescenza, il suo primo amore, la partenza come volontario nella guerra in Etiopia, che abbraccia il conformismo alla follia fascista piccolo borghese della sua famiglia e della sua città, con in seno però un cuore ribelle che lo induce a prendere come maestro e amico un meccanico comunista di origini bolognese (Gino, il migliore della città), un cuore matto che lo fa innamorare di una “negra” in Africa, in Etiopia, la bellissima, alta, sinuosa, la venere nera discendente della regina di Saba: Clelia, La ragazza di Koremi. L’illusione e il sogno fascista lo portano al suo apice sociale: ancora giovanissimo, con i soldi ricavati prima dal traffico commerciale con un camion, poi con l’apertura del miglior ristorante di Adis Abeba, Leandro torna in Italia per una vacanza, compra una bellissima auto e viaggia per il paese alloggiando in hotel a cinque stelle; la bellezza della sua donna è tale che sconfigge il razzismo latente e diffuso di tutti, persino quello di suo padre, di sua madre e degli spocchiosi gerarchi fascisti della sua città. La guerra mondiale e le leggi razziali sono però dietro l’angolo e presto apriranno una crepa che farà franare rovinosamente il mondo magico di Leandro, sempre così attento e maniacale nella costruzione della sua vita.

Quando gli eventi si susseguono, il felice villaggio fascista di Foligno, che sembra tratto dal libro degli Hobbit di Tolkien, verso la fine del romanzo scopre la dura verità della menzogna e dell’inganno: i corpi ammassati, la distruzione, la segregazione del popolo etiope fatta dagli italiani torna come un boomerang nella vita di Leandro, portando devastazione, prigionia, povertà, discriminazione, morte e separazione violenta nei suoi affetti e nella sua bellissima città martoriata dalle bombe anglo americane; Leandro, nel finale, subisce persino l’umiliazione della disoccupazione e dell’emigrazione dall’Italia.

Ho esposto e svelato molto del romanzo ma i dettagli dei racconti e il finale rivelatore li lascerò per chi vorrà leggerlo. Cosa dire de “Il Preside che scriveva romanzi d’amore” per parafrasare Luis Sepulveda? Lo stile di Pier Giorgio Lupparelli è basato su un italiano puro, scorrevole e garbato; la narrazione è spesso contaminata di note, didascalie che si intrecciano alla storia, rievocando aneddoti e curiosità di quegli anni. Foligno, mia città natale, è ben raccontata e descritta.

Dove lo metterò il libro ora che l’ho finito di leggere? Certo sarà vicino al libro di Luciano Falcinelli, recentemente scomparso, mio professore di teatro alle medie (Foligno tra poesia e ricordi, Edizioni Nuova PromoEdit srl, Foligno). L’amore per la città di Foligno accomuna i due autori anche se con personalità, arti e stili completamente diversi, e soprattutto per me, “esule” volontario a Ravenna, entrambi rievocano gli anni più innocenti della vita. ◘

 

di France Filippi


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