Martedì, 13 Aprile 2021

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E sia poesia. A cura di GIO2

Gli amici poeti di Walter Cremonte

silvia romano2

Dopo cosa resta (Aguaplano, Perugia 2018), in cui sono raccolte liriche tratte da silloge composte tra il 2001 e il 2016, Walter Cremonte torna a farci dono del suo canto con la raccolta dieci poesie per gli amici (Morlacchi, Perugia), un breve e intenso percorso di scrittura, in uno stile piano e colloquiale, in cui ancora una volta, secondo una sua peculiare cifra stilistica, tessuta in una leggera trama di rimandi, inserisce la poesia di “amici-poeti”, cosicché fare poesia diviene una sorta di vibrazione corale, al di là del tempo e delle contingenze, chiamando accanto a sé chi ha già cantato drammi, emozioni, sentimenti, chi ha già detto dei sentieri tortuosi del nostro esistere. Ma se in altre liriche di precedenti raccolte la citazione trovava un suo fondamento nel nitore rappresentativo di versi o espressioni, in dieci poesie per gli amici Cremonte sembra rimodulare i versi di poeti, come nella prima lirica Cuore di luna, che rimanda al Canto notturno di un pastore errante di Leopardi, complice la mediazione dell’amico e poeta Paolo Ottaviani, che in un bellissimo haiku, posto in esergo, ha capovolto la prospettiva leopardiana. E così anche il pastore-poeta Cremonte non pone domande, ma ascolta la luna, che si rammarica di non poter acquietare la sua ansia e lo invita a contemplarla e a perdersi in lei nelle sere in cui è più bella.

Anche la lirica A un’anguilla è scritta nel ricordo di due poeti, Eugenio Montale e Fabio Pusterla, ma non per confermarne l’istinto vitale o per riprendere problemi di carattere ambientale, quanto per cogliere «l’attaccamento commovente alla vita» dell’anguilla, quello che l’ha «fatta attorcigliare quando è finita», senza che ne cogliesse il senso. L’anguilla di Cremonte non è sorella, come in Montale e Pusterla, ma sorellina, ponendo con estrema umiltà la propria poesia accanto a quella di altri, in una sottile riflessione metapoetica che è anche nella lirica La nuova umanità in cui la citazione da Fortini è trascritta solo in parte, con puntini di sospensione (e la poesia non muta nulla…), mentre Fortini concludeva con queste parole: «Nulla è sicuro, ma scrivi». E sento che questo pensiero è in fondo sotteso non solo alla breve silloge dieci poesie per gli amici, ma a tutta la poesia di Cremonte, che oscilla tra la percezione dei limiti del canto e la certezza della sua insopprimibile necessità. ◘

CUORE DI LUNA

Sorgi la sera

e di un vago pastore

poi t’innamori?

(Paolo Ottaviani)

Sei così caro

al mio cuore di luna

e ti somiglio:

semplice sono anch’io

che sono un sasso

pur così bella.

Mi fai domande

e io non so rispondere:

vorrei tanto sapere

non per me, ma per te

che non t’acquieti.

Ma guardami le sere

che sono bella

e in questo perditi.

A UN’ANGUILLA

Anguilla nel piatto

del ristorante al Trasimeno

non sei più la sorella

di Montale e Pusterla

non sei più quella

che va dal Baltico

ai nostri fossi

a portare, forse, un senso alla vita

e non sei quella ancora più sorella,

nel Reno a imputridire imputridita

del nostro putridume globale

tu niente di tutto questo, soltanto

l’attaccamento commovente alla vita

che t’ha fatta attorcigliare

quand’è finita

e non hai chiesto il senso

forse è mancato il tempo

non hai capito perché

(un po’ come me

e m’è rimasta in bocca una spina,

sorellina).

LA NUOVA UMANITÀ

Sotto il filo

spinato strisciare

mordere l’aria mordere i sassi

questa la nuova

umanità

noi li dovremo

incontrare, ascoltare

insieme faremo

di nuovo libertà

(ma tanta è la stanchezza

non so se ci vedremo, se

ci riconosceremo

e la poesia non muta nulla…)

BREVE NOTA BIOGRAFICA
Walter Cremonte, nato a Novi Li­gure, vive a Perugia, dove è stato insegnante di materie letterarie nei Licei. A partire dagli anni Settanta ha pubblicato numerose silloge poetiche, i cui testi sono in parte confluiti nella raccolta Con­tro la dispersione (Guerra Edizioni, Perugia 1999) e cosa resta (Agua­plano, Perugia 2018). Impegnato in un’intensa e pregevole attività critica e saggistica, ha pubblicato A margine (Crace, Perugia 2005), che contiene riflessioni sulla poesia apparse in “micropolis”, il supplemento umbro del quotidia­no “il manifesto”, Poeti a Perugia (Morlacchi, Perugia 2013), con note sulla poesia di Aldo Capitini, Sandro Penna, Ilde Arcelli, Paolo Ottaviani, Michelangelo Pasca­le. È inoltre presente nel volume Poetica e poesia nella Ginestra di Giacomo Leopardi, a cura di L. e M. Binni (Morlacchi, 2012), con un testo intitolato Il Leopardi di Binni, Il Binni di Leopardi. Nel 2020 è uscita la sua ultima raccol­ta poetica, dieci poesie per gli ami­ci (Morlacchi, Perugia).

 

di Ombretta Ciurnelli


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