Domenica, 26 Settembre 2021

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Unire le forze, perché la pandemia ha cambiato tutto

Risponde Giovanni Procelli "Associazione culturale La Sinistra"

silvia romano2

Il consigliere comunale Giovanni Procelli, esponente dell’Associazione culturale La Sinistra, faceva parte della maggioranza che amministra il Comune tifernate. Ne è uscito contestualmente alle dimissioni dell’Assessore Monica Bartolini.

Procelli ci spiega innanzitutto il perché di questa rottura, giunta pochi mesi prima della scadenza dell’attuale consiliatura.

«La Sinistra ha espresso critiche circostanziate sulla conduzione politica della Giunta a Città di Castello negli ultimi due anni. Non si è reagito alla crisi economica e del lavoro, si è persa un’idea di città. Invece di aprire un colloquio costruttivo con la parte migliore della società locale per unire le forze, si è assistito a una svolta accentratrice del sindaco che ha diviso la maggioranza, fino alla crisi delle ultime settimane che ha messo a repentaglio l’esistenza della maggioranza stessa. La Sinistra ha preso una posizione netta, ha denunciato una situazione insostenibile ed ha scelto l’autonomia in vista di una nuova esperienza politica più allargata».

Come valuti l’idea di unire forze e movimenti politici in vista delle prossime elezioni amministrative?

«Mi pare un’ottima idea. Anzi è la vera novità del momento. La Sinistra. i Verdi, i 5Stelle, Castello Cambia, Articolo 1 e altre associazioni civiche e organismi culturali e politici hanno deciso di unire le forze e le idee per confrontarsi con il PD in vista della battaglia politica della tarda primavera, quando si celebreranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale. La prospettiva è di contribuire a formare un governo cittadino di svolta e discontinuità rispetto al passato. Questo non vuol dire misconoscere che l’attuale amministrazione comunale abbia fatto anche cose buone, per esempio nel sociale; ma la svolta è richiesta dalle straordinarie novità indotte dall’emergenza sanitaria e sociale che la crisi attuale lascerà, la quale dovrà stimolare la discesa in campo di forze nuove e motivate, capaci di dare un futuro di ripresa a Citta di Castello».

C’è, da parte del nuovo schieramento, l’intenzione di discriminare forze politiche, per esempio il PSI, ritenendolo inidoneo a far parte del progetto politico opposto alla destra a trazione leghista?

«Non c’è la volontà di discriminare nessuna forza politica che scelga di battersi per sconfiggere le destre e dare un governo cittadino di svolta. Chiediamo al PSI di pronunciarsi e di dichiarare la propria disponibilità a dare un contributo per far uscire Città di Castello dalla crisi attuale nella direzione dell’innovazione e del coraggio che scommette su una nuova classe dirigente locale».

Quali sono gli appuntamenti più immediati?

«In questi giorni stiamo discutendo dei criteri che diano una svolta di trasparenza e rigore alla gestione delle società partecipate. Inoltre al centro del confronto ci sarà anche la discussione sulla possibile identità del candidato sindaco capace di unire forze politiche e culturali, e sulle procedure formali per l’individuazione di tecnici e professionisti che diano la massima garanzia di competenza, al di là delle appartenenze politico-partitiche».

E riguardo alle linee programmatiche?

«Ogni forza politica e culturale che aderisce al nuovo progetto sta lavorando in questi giorni alla loro redazione. Le risorse e gli obiettivi posti dal Recovery Fund rappresentano un riferimento obbligato. Lavoro, sanità pubblica rafforzata, ambiente, grandi infrastrutture, ammodernamento della città, particolare attenzione ai ceti più disagiati, qualificazione del sistema educativo e della formazione professionale con attenzione al lavoro e alle politiche culturali per i giovani, saranno gli obiettivi strategici del programma a cui si sta lavorando». ◘

Redazione l'Altrapagina


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