Dossier.
Quando Giotto dipingeva il sogno di Innocenzo III nella Basilica di Assisi, che rappresentava il Poverello nell’atto di sostenere la Chiesa, non immaginava che otto secoli dopo questo sogno si sarebbe realizzato. C’è voluto il gesto profetico di papa Francesco che ha invitato i cattolici ad affrontare la modernità e a recuperare il volto autentico della comunità cristiana. Una Chiesa innamorata del Mistero, svincolata dalle regole e dal potere, che sa accogliere gli ultimi e curare le ferite.
Quella che stiamo osservando nella Chiesa e nella società contemporanea è una crisi di fede, che spinge le persone verso l’indifferenza e la passività. Ci vorrebbe una spinta, un entusiasmo che nascesse dallo spirito evangelico e da un’esperienza spirituale profonda. Non basta solo l’impulso coraggioso di papa Francesco. Occorre recuperare alcuni valori essenziali: la presenza femminile, ancora subordinata alla gerarchia, l’importanza del dialogo fra le culture e le religioni, la centralità dei poveri che rappresentano il corpo di Cristo, il ruolo del popolo di Dio abituato a obbedire invece che a cambiare.
Papa Francesco propone alla Chiesa di vivere e di organizzarsi in un percorso condiviso, per affrontare un tempo difficile, segnato dalla pandemia e dalla spossatezza. I giovani che si battono per la difesa del clima, nonostante i venti di guerra che imperversano, rappresentano forse i primi germogli di una nuova primavera.
SERVIZIO DOSSIER a cura di Achille Rossi